Buongiorno, caro lettore! Quello che hai davanti è il primo articolo del mio blog nel quale tratto un argomento in generale molto utile per tutti. Oggi in particolare voglio approfondire l’utilizzo della visualizzazione e dell’allenamento mentale nell’ambito sportivo, per migliorare i tempi di recupero da un infortunio… diamo inizio alle danze!

Ci sono vari aspetti nel recupero da infortunio che possono essere affrontati in modo utile da un Mental Coach:

  • la motivazione ad affrontare la sfida e riprendere subito l’allenamento;
  • il mantenimento di uno stato interiore che faciliti la guarigione
  • il superare la paura di un nuovo infortunio
  • l’allenamento mentale tramite la visualizzazione.

Ora, come accennato, parleremo di quest’ultimo aspetto…

Le tifoserie cantano senza sosta a squarciagola, le curve sono colorate dai manifesti e l’atmosfera è quella frizzante ed elettrica di una sera di inizio autunno. I giocatori di entrambe le squadre hanno dato tanto e la fatica si inizia a sentire. Al 70° Milik entra in campo a sostituire il compagno Zielinski, porta nuova energia alla squadra, è come una tigre liberata dalle catene.

Solo pochi minuti dopo… l’incidente: il ginocchio destro cede e Milik è a terra, con la gamba stretta al corpo, nel suo volto si legge la tensione del dolore e della preoccupazione. I compagni di squadra sono attoniti, il pubblico trattiene il fiato mentre l’arbitro fischia lo stop e la partita si ferma…

Appena un anno prima il campione aveva subito un infortunio simile al ginocchio sinistro (l’altro) che lo aveva già portato sulle pagine dei giornali, prima per l’incidente, poi per lo speciale recupero post operatorio.

Io stesso in prima persona ho sperimentato lo stesso tipo di infortunio. Mi stavo allenando in lotta greco-romana con quello o che da lì a poco sarebbe diventato campione italiano… un guizzo repentino, una proiezione eccellente del mio avversario e sono atterrato in ponte, per evitare la schienata, ma questa volta con troppo carico per il mio ginocchio già provato da anni di allenamenti (in realtà si trattava del futuro campione italiano under 18 ed io sfioravo già i trenta, ma questo lo teniamo per noi pochi intimi!). La cosa che ricordo con più intensità è la paura attanagliante di non poter più tornare a fare ciò che facevo prima e l’ansia di come sarebbe andata a finire, sentimenti che ho imparato a padroneggiare solo qualche anno dopo, grazie alla PNL.

Dopo l’operazione al crociato il desiderio di riprendere l’attività si era fatto intensissimo, mi guidava la voglia di avere nei muscoli di nuovo quella tensione perfetta del gesto atletico e le endorfine che ti inondano a cascata, il ricordo del cuore che batte forte nelle orecchie quando stai spingendo oltre il limite…

Alcuni mesi fa facevo fare pratica di visualizzazione ad un corsista, un’eccellenza della scherma medioevale, durante un laboratorio di mental training. Questi mi raccontava di quando un infortunio l’aveva costretto per diverse settimane lontano dall’attività sportiva. Da buon campione, tutta la sua attenzione e ogni sua cellula era orientata al superamento di quel momento, al recupero e al perfezionamento nella disciplina, nonostante lo stop forzato. Ogni occasione era buona per allenarsi… mentalmente, con determinazione incrollabile. Eseguiva con la visualizzazione più e più volte una sequenza assai complessa che in pochi riuscivano a fare una volta sulla pedana. È stata una condivisione esaltante, innanzitutto per il modello umano e sportivo che questo atleta rappresenta, poi per la piacevole conferma di ciò che avevo sempre pensato.

Quello che forse non tutti sanno infatti è che le principali tecniche di allenamento mentale e la PNL stessa derivano dall’osservazione delle eccellenze e dallo studio delle esperienze soggettive. L’obiettivo è quello di estrarre strategie e modelli che possano essere applicati da tutti nella propria vita quotidiana, una volta insegnati nel modo corretto e appresi. Una di queste capacità ‘modellate’ è proprio la visualizzazione.

COS’È LA VISUALIZZAZIONE?

Per visualizzazione (detta anche imagery) non intendo solo la creazione di immagini con la mente, ma un processo attivo e polisensoriale, che oltre alle immagini include il provare sensazioni, il sentire suoni, odori… insomma una rappresentazione completa e realistica di ciò che sperimentiamo con i sensi. Una specie di cinema in 4D senza bisogno di andare fino a Gardaland, ma restando comodamente seduti sul divano di casa o in piedi nello studio del tuo coach.

APPROFONDIMENTO:

COME NE PARLA LA SCIENZA

Già a metà del XIX secolo alcuni medici, in particolare William Benjamin Carpenter (1), notarono come la visualizzazione di un gesto in assenza di reale movimento generasse impulsi neuromuscolari assimilabili in tutto e per tutto a quelli di un movimento fisico vero e proprio. Si accorsero infatti che il semplice “pensare” un insieme di movimenti attiva il sistema nervoso e la muscolatura normalmente impiegata nel gesto, proprio come se quei movimenti fossero fatti fisicamente. Da subito si notò come la cosa portava miglioramenti nella velocità di apprendimento di movimenti complessi.

Numerosi studi più recenti mostrano come le misurazioni EMG (studio della componente elettrica dell’attività muscolare) di un atleta immobile che riproduce mentalmente tutti i movimenti della propria disciplina coincidevano con quelli che avrebbe prodotto in un’esperienza reale.  In aggiunta a questo anche gli esiti dell’esame per mezzo di fMRI (mappatura funzionale dell’attività del cervello) hanno mostrato come le aree cerebrali coinvolte nella visualizzazione e nel gesto reale sono pressoché sovrapponibili (2, 3). Questo significa che nonostante siamo assolutamente immobili, il nostro cervello ed il nostro sistema nervoso stanno colpendo una pallina per davvero o stanno scattando in un allungo senza che noi ce ne accorgiamo, con tutti gli aspetti positivi del caso.

La differenza sarebbe quindi solo nell’intensità dell’attivazione, maggiore per quanto riguarda il movimento effettivamente realizzato, mentre la qualità dell’attivazione e le aree coinvolte sarebbero esattamente le stesse (4) con conseguente rafforzamento delle connessioni e degli schemi motori.

QUANDO USARE LA VISUALIZZAZIONE

L’utilizzo dell’imagery è un eccezionale supporto all’attività fisica di riabilitazione che ti permette di accedere alle tue risorse interiori. Se ti è mai capitato di subire un infortunio sai benissimo il senso di scoramento che si prova, il timore di poter avere lunghi strascichi e la voglia che hai di tornare al più presto come prima, così da poter sentire di nuovo la tua energia che si sprigiona nei muscoli e il cuore che batte forte nel petto per l’emozione di essere di nuovo in pista.

Un utilizzo costante e corretto della visualizzazione consente di:

velocizzare i tempi di recupero;

conservare la qualità di movimenti che (ancora) non puoi eseguire fisicamente;

allenare schemi motori complessi comodamente seduto a casa tua.

Se sei un atleta sai il valore che ha questo tipo di attività e come risponde esattamente alle esigenze reali del periodo successivo ad un infortunio o ad un intervento. Si tratta semplicemente di fare ciò che già conosci, cioè dare il meglio con la terapia fisica riabilitativa aggiungendo qualcosa di nuovo che potenzia i risultati, allenarti anche con la mente.

Prima di concludere questa prima parte ricordo che per un recupero da infortunio efficacie e rapido occorre, prima di tutto, affidarsi a dei professionisti validi che trattino la componente fisica: dopo l’intervento del medico, un fisioterapista ed un personal trainer qualificati sono il presupposto essenziale.

Il lavoro di questi professionisti viene sostenuto in modo significativo da un allenamento mentale di qualità.

Proprio per questo è nata questa importante collaborazione tra me e FisioMediLab di Reggio Emilia, per poter unire l’eccellenza della fisioterapia e del personal training di ultima generazione con le tecniche di allenamento mentale più efficaci.

Questa è la fine della prima parte… In generale posso dirti che nella seconda parte dell’articolo ti aspettano succosi dettagli sui diversi tipi di visualizzazioni, su altri campi di utilizzo e l’introduzione di due altre importanti (ed efficaci!) tecniche di mental training.

Ti aspetto, scopri come va a finire e rimani aggiornato sulle prossime pubblicazioni tramite la mia pagina Facebook o LinkedIn.

A presto!

Tom

 

P.S.: Sabato 30 settembre alle ore 17:00 in Via Ampere 1 a Reggio nell’Emilia ci sarà l’inaugurazione di FisioMediLab, dove potrete trovare me e tutto lo staff al completo, vi aspettiamo!

P.P.S.: visita il sito di FisioMediLab o la pagina Facebook se vuoi più dettagli!

 


 

BIBLIOGRAFIA

1 Carpenter, W.B. (1894). Principles of mental physiology. In R. S. Weinberg & D. Gould (Eds.) Foundations of sport and exercise psychology (4th ed.). Champaign, IL: Human Kinetics.

2 Kosslyn, S. M., Ganis, G., & Thompson, W.L. (2001). Neural foundations of imagery. Nature Review: Neuroscience, 2, 635-42.

3 Munzert, J., Lorey, B., Zentgrafa, K. (2009). Cognitive motor processes: The role of motor imagery in the study of motor representations. Brain Research Reviews, 60, 306-326.

4 Pascual-Leone, A., Nguyet, D., Cohen, L.G., Brasil-Neto, J.P., Cammarota, A., & Hallett, M. (1995). Modulation of muscle responses evoked by transcranial magnetic stimulation during the acquisition of new fine motor skills. J. Neurophysiol, 74, 1037–455 Page e collaboratori 2007.

 

VISUALIZZARE PER RECUPERARE DAGLI INFORTUNI – 1 di 2
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