Bentornati! Eccoci di nuovo qui per proseguire il nostro viaggio nelle potenzialità della visualizzazione dove antiche e nuove scoperte scientifiche si uniscono alla magia di un nuovo modo di intendere i rapporti tra il corpo e la mente.

D’altronde, come ci insegna il sommo Shakespeare…

“There are more things in heaven and earth, Horatio, Than are dreamt of in your philosophy”

“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia”

Prima di proseguire,  se non lo hai già fatto, di consiglio di dare una lettura alla prima parte dell’articolo.

Dove eravamo rimasti? Ah sì, ecco…

TUTTE LE VISUALIZZAZIONI SONO UGUALI?

Come tutte le attività, ci sono vari modi di visualizzare che hanno differenti utilizzi a seconda dell’obiettivo: le visualizzazioni che servono a tenere sotto controllo il livello di fatica fisica nel bel mezzo della performance (sì, si può fare) o controllare il livello del dolore sono molto differenti dagli allenamenti per il recupero muscolare e funzionale.

Il tipo di visualizzazione utilizzato in questo caso, definito da alcuni motor imagery, si focalizza sulla combinazione dei registri sensoriali (polisensorialità) con una spiccata predominanza della componente cinestesica, è importante non solo quello che vedi mentre visualizzi, quanto soprattutto quello che senti, in un forte stato di associazione con l’esperienza. La gestione degli stati di dolore al contrario vedrà l’utilizzo di tecniche di dissociazione. Questo almeno in linea di massima perché ciascuno ha proprie modalità di rappresentarsi le esperienze.

Il vantaggio quando sei affiancato da un esperto in queste tecniche infatti è la garanzia che imparerai al meglio come utilizzare la visualizzazione in modo immediatamente efficacie e adattato alle tue personali caratteristiche.

SOLO IN CASO DI INFORTUNIO?

La visualizzazione è un kit di strumenti estremamente prezioso che può essere applicato in un’infinità di situazioni.

La pratica mentale è stata affiancata alla terapia fisica tradizionale anche in patologie gravi, con risultati ottimali. Un caso importante è quello dell’applicazione a casi di paralisi dovuta ad ictus cerebrale, dove i pazienti che sono stati sottoposti ad un programma di recupero mentale e fisico hanno ottenuto risultati significativamente migliori rispetto al gruppo di controllo trattato con la sola terapia tradizionale.(1)

A livello sportiva professionistico si stima che tra il 70 ed il 90% degli atleti di élite utilizzi l’imagery per migliorare le proprie prestazioni in sport molto differenti tra loro: tennis, basket, calcio, motociclismo, tiro con l’arco, golf, arti marziali.(2)

La pratica mentale tramite visualizzazione, quando utilizzata con costanza, migliora il gesto atletico e lo fissa nella memoria.(3) Allo stesso modo questi strumenti sono utilizzati regolarmente da artisti di livello, come musicisti o personaggi dello spettacolo, per migliorare le proprie performance.

Ciò che fa la differenza è la volontà che hai di eccellere e di raggiungere i risultati che vuoi velocemente, sia tu un atleta professionista o a livello dilettantistico, un musicista o una persona che vuole semplicemente migliorare sé stessa e superare i propri (presunti) limiti.

IL MENTAL TRAINING SI AVVALE DI DIVERSI STRUMENTI

Il mental training ha una cassetta degli attrezzi molto vasta che travalica l’imagery. L’efficacia dell’allenamento mentale emerge spesso da una combinazione di questi attrezzi adattata alle caratteristiche ed esigenze del coachee (chi lavora con un coach).

Uno strumento di eccezionale efficacia nel supportare il lavoro dei medici ed il miglioramento atletico è l’ipnosi. In stato ipnotico è possibile accedere in modo immediato e profondo alle risorse della nostra mente e del nostro corpo, amplificando l’effetto degli allenamenti mentali ordinari e permettendo di accedere a risultati straordinari. Oltre all’aumento di velocità nella guarigione delle ferite (4, 5) e l’incredibile efficacia nel controllo del dolore (6), quando applichi le tecniche di imagery in stato di trance l’efficacia aumenta sensibilmente. Da quando le ho scoperte le applico regolarmente per migliorare le mie prestazioni sportive… a proposito, se ve lo stavate chiedendo mi sono ripreso alla grande dal mio infortunio con il campione/killer minorenne ;-).

Tornando allo schermidore della prima parte, le continue visualizzazioni di schemi complessi presuppongono uno stato di autoipnosi, a volte talmente leggero da essere inconsapevole. Sarete felici di sapere che oltre ad essersi ripreso perfettamente è anche diventato uno dei massimi esperti di quella specifica e complessa combinazione che tanto ha allenato (visualizzato), nonché uno dei pochissimi a saperla inserire in pedana, durante uno scontro, in modo del tutto naturale. Wow!

Un altro sistema di allenamento mentale è quello basato sui neuroni specchio, scoperti una ventina di anni fa dall’equipe del professor Rizzolatti. Questi allenamenti si sono rivelati di straordinaria efficacia. Lo staff medico del Napoli calcio guidato dal dottor De Nicola ha svelato che uno dei punti di forza del recupero lampo di molti calciatori a loro affidati è stato proprio l’affiancare tecniche di mental training ad un buon lavoro di fisioterapia e ad un intervento chirurgico effettuato subito dopo l’incidente.

Dopo il primo infortunio al crociato sinistro infatti Milik è rientrato in campo in soli 96 giorni, ancora meno dei 100 preventivati, cosa che lo ha fatto tornare ancora una volta sulle pagine dei giornali sportivi. L’equipe è ancora al vaglio dell’ultimo incidente nel momento in cui scrivo, ma ipotizzano un recupero sui tre-quattro mesi anche in questo caso. Credo sapranno stupirci ancora una volta ed il giovane campione potrà tornare a mostrare ai tifosi di cosa è capace quanto prima.

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A presto!

Tom

 

P.S.: le meraviglie che un corretto uso della nostra mente ci permettono di ottenere sono incredibili, una vera… rivoluzione che ti può portare a vivere una vita più intensa e felice!

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P.P.S.: Questa è solo la punta dell’iceberg… ci vediamo nei prossimi articoli rimani aggiornato seguendomi su Facebook o LinkedIn!

 


 

BIBLIOGRAFIA

1 Page, S. J., Levine, P., & Leonard, A. (2007). Mental practice in chronic stroke: results of a randomized, placebo-controlled trial. Stroke, 38(4), 1293–1297.

2 Jones, L., & Stuth, G. (1997). The uses of mental imagery in athletics: an overview. Appl. Prevent. Psychol., 6, 101–115.

3 Hall, C., Rodgers, W., Barr, K. (1990). The use of imagery by athletes in selected
sports . Sport Psychology, 4, 1-10.

4 Ginandes C., Brooks P, Sando W, Jones C, Aker J. (2003). Can medical hypnosis accelerate post-surgical wound healing? Results of a clinical trial. Am. J. Clin. Hypn. 45(4): 333-51.

5 Ginandes C.S., Rosenthal DI. (1999). Using hypnosis to accelerate the healing of bone fractures: a randomized controlled pilot study. Altern. Ther. Health. Med. 5(2): 67-75.

6 Stephen J. Chester, Kellie Stockton, Alexandra De Young, Belinda Kipping, Zephanie Tyack, Bronwyn Griffin, Ralph L. Chester, and Roy M. Kimble (2016) published online on trialsjournal.biomedcentral.com – https://doi.org/10.1186/s13063-016-1346-9.

VISUALIZZARE PER RECUPERARE DAGLI INFORTUNI – 2 di 2
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